- Spagna 31,7%
- Polonia 28,2%
- Portogallo 22,4%
- Paesi Bassi 18,1%
- Svezia 17,5%
- Finlandia 15,9%
- Germania 14,6%
- Francia 14,4%
- Italia 13,2%
- Austria 8,9%
- Danimarca 8,7%
- Irlanda 7,3%
- Lussemburgo 6,8%
- Regno Unito 5,9%
- Estonia 2,1%
- Romania 1,6%
Media UE a 27 14,5%
Fonte Eurostat
Questa classifica rappresenta la percentuale di lavoratori a tempo determinato (precari) per singolo paese.
L’isola beata dei sinistri blogger, la Spagna, meta ambita da quelli che vogliono andarsene dall’Italia primeggia in questa classifica, 1 lavoratore su 3 è precario.
E’ chiaro come la disinformazione regni sovrana, soprattutto nella blogosfera, ed è triste vedere come nella maggiorparte dei casi scrivano a vanvera, accecati solamente da un insana ideologia senza minimamente conoscere quello di cui scrivono, ripetendo a memoria il compitino assegnato dal cattivo maestro di turno.
La realtà la fotografa molto bene Eurostat con i dati che pubblico, riferiti al 2007.
Quello che emerge è che in questa triste classifica vince la Spagna e i paesi del nord, spesso socialisti e spesso portati ad esempio (sbagliando).
Lo sfruttamento della forza lavoro è tipico della cultura socialcomunista dove le persone sono solamente numeri e dove non hanno alcun valore e la Spagna lo dimostra con molta chiarezza esattamente come la Svezia.
Ogni volta che ascolto qualche trasmissione italiana ho l’impressione che in Italia esistano solo lavoratori precari e nessuno a tempo indeterminato cosa che è assolutamente falsa.
I precari in Italia sono inferiori alla media europea, sono ben oltre la metà rispetto al paese dei sogni (incubi meglio) Spagna, sono inferiori a Germania e Francia e rappresentano 1,3 lavoratori ogni 10.
Quindi o voi che volete andare via dall’Italia scegliete molto bene il paese dove espatriare perchè come potete ben vedere sono pochi quelli dietro l’Italia in questa classifica, fate molta attenzione perchè rischiate di cadere dalla padella nella brace.
Tags: Blogger, blogosfera, cattivo maestro, classifica, cultura, Danimarca, disinformazione, Estonia, Europa, eurostat, Finlandia, forza lavoro, francia, germania, ideologia, incubi, informazione, Irlanda, italia, lavoro, Lussemburgo, media, padella, percentuale, politica, Polonia, Portogallo, precari, regno unito, romania, sinistri, sinistri blogger, spagna, statistiche, Svezia, tempo determinato, tempo indeterminatoPost by wolly on dicembre 8th, 2008
Mi chiamo Paolo Valenti, il mio soprannome è Wolly dal quale nasce il Wolly's Weblog. Sono nato a Milano il 27 dicembre 1966 alle ore 11.45 am, Capricorno ascendente pesci. Vivo a Milano e sono felicemente sposato. Le mie passioni sono il golf, internet, la politica, la Sci-Fi, la tecnologia. Sono parte del team italiano di localizzazione e supporto di WordPress e sono l'organizzatore del WordCamp italiano, mi piace essere un Wordpress Evangelist. Il mio Curriculum lo potete trovare su Linkedin. Se volete contattarmi utilizzate la pagina "contattami", per favore non contattarmi per assistenza su WordPress, per quella rivolgiti al Forum d'assistenza.

wolly
2:40 pm
lunedì, 8 dicembre, 2008
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Ciao Wolly,
grazie dell'informazione pubblicata. Puo' essere un buon elemento di analisi.
In ogni caso, per poter affrontare in maniera seria la discussione, credo manchino alcuni strumenti di analisi. In primis, sarebbe piu utile linkare la fonte, non solo citarla. Per dare maggiore forza a quello che dici.
Inoltre, come ti hanno fatto notare gia' altri, la sola graduatoria non e' informativa. Cosa si intende per precari? Quali bonus/benefit/garanzie fornisce un contratto a tempo indeterminato in italia, e quali all'estero?
Non lo dico per pignoleria. Ma per ovvi motivi, ogni statistica non puo' essere presa di per se', ma deve essere considerata in funzione della realta sociale, economica e politica di un paese.
L'esempio piu stupido e' proprio quello degli ammortizzatori sociali. Se esistono ammortizzatori sociali, il peso di un licenziamento (e quindi del precariato) e' molto differente dal peso in un paese che ne e' privo. Indi per cui non e' detto che essere precario in quel paese significhi (a livello di perdita di tenore di vita) lo stesso che nel secondo.
Oppure, le clausole di contratto, sono molto diverse di paese in paese. In Uk, ad esempio, un contratto a tempo indeterminato non offre le stesse garanzie di un contratto italiano. Quindi, anche avendo un "posto fisso" in Uk, non sei affatto certo di poterlo mantenere a lungo.
Infine un consiglio puramente personale. Lascia perdere i discorsi "storici" completamente fuoritema e fuorvianti come quelli sulla cultura "socialcomunista" o affini. Sono decontestualizzati (chi sarebbe il socialcomunista, nella classifica, che considera le persone come numeri?) e impoveriscono il post abbassandolo allo sfotto' da stadio. Ma questo e' solo il mio punto di vista, s'intende.
Saluti