UPDATE: Questi dati sono MOSTRUOSI
2 milioni di bambine nel mondo vengono costrette ogni anno a prostituirsi.(Fonte: Aidos)
In Europa ogni anno vengono ridotte in schiavitù 400 mila donne. (Fonte: Aidos)
Le donne costrette a prostituirsi entro e oltre i confini del proprio Paese sono più di 4 milioni. L’industria del sesso muove dai 5 ai 7 miliardi l’anno. In Europa coinvolge circa 500 mila ragazze.(Fonte: Onu)
Riprendo da Barbara questo post perchè inizialmente volevo commentare da lei ma, mi sono accorto che non sarebbe stato un commento ma un post e quindi ho preferito scriverlo qui
Barbara parte da un articolo del Corriere della Sera per arrivare ad una conclusione:
Riaprire i casini
Faccio un passo indietro.
Nel lontanissimo 1989 ho prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri come STen 1° N comandante del 3° Plotone della Compagnia Meccanizzata del I° Btg Piemonte (traduzione Sotto Tenente di prima nomina comandante del terzo plotone della compagnia meccanizzata del primo battaglione Piemonte con sede a Moncalieri)
Ho svolto numerosi servizi e a volte mi sono trovato a contatto con le Prostitute nere che lavoravano in strada.
Quando le portavamo in caserma chiedevamo loro di denunciare gli sfruttatori e con l’ausilio di personale specializzato si cercava di aiutarle a lasciare la strada ma le risposte erano raggelanti, una delle più gettonate era: “Non posso smettere perchè altrimenti fanno il Vodoo alla mia famiglia”
Capisco perfettamente che vedere le ragazze che si prostituiscono per strada possa dare fastidio ma, non lo fanno per loro scelta il 99% delle ragazze che vedete prostituirsi per strada sono SCHIAVE, sono vittime della tratta delle donne,vengono costrette,picchiate,seviziate,violentate e chi più ne ha più ne metta non credete alle barzellette o a chi vi racconta che non è vero SONO IN TUTTO E PER TUTTO DELLE SCHIAVE.
In strada troviamo anche travestiti e transessuali che si prostituiscono, quelli/e nella maggior parte dei casi esercitano in proprio senza papponi e/o sfruttatori.
In casa troviamo le Loft, prostitute che lavorano nel proprio appartamento con igiene senza dubbio migliore e probabilmente con basso tasso di sfruttamento
Per ultimo ci sono le Escort, ragazze che “accompagnano” facoltosi clienti nei loro viaggi di lavoro o di divertimento, non sono sfruttate e vengono gestite da agenzie di booking sempre straniere.
Torniamo quindi alle conclusioni di Barbara (e di molti suoi commentatori), riaprire i casini.
I casini furono chiusi dalla famosa legge proposta dalla Senatrice Lina Merlin che gli da anche il nome.
Di fatto questa legge abolì la regolamentazione della prostituzione in ottemperanza alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” del 1949 che, tra l’altro, faceva obbligo agli Stati firmatari di porre in atto “la repressione della tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione”.
Lo stato sfruttava due volte queste ragazze una con la tassa d’esercizio e con la percentuale sugli incassi.
La riapertura dei casini non farebbe altro che ricreare di fatto di nuovo uno sfruttamento legalizzato del corpo di un essere umano e otterrebbe (probabilmente) due risultati:
- Ridurrebbe drasticamente la prostituzione per le strade, rendendo felici alcuni bigotti che non vedendo più il problema potrebbe finalmente far finta che non esista
- Un aumento della tratta degli esseri umani
Siamo arrivati fino a qui e ci hai detto un sacco di cose hai bocciato tutto e non proponi nulla !!!
Per prima cosa DEVE essere messo davanti a tutto la dignità e il rispetto della persona, le prostitute NON sono oggetti inanimati o esseri spregevoli sono persone spesso rapite e brutalizzate.
Una legge che non parte da questo presupposto è una legge sbagliata e non deve neanche nascere dal desiderio di fare “pulizia” sulle strade per rendere invisibile il problema e scaricarci la coscienza dalle nostre responsabilità.
Fatte queste debite premesse la legge di regolamentazione dovrebbe per prima cosa prevedere l’equippolenza del reato di sfruttamento della prostituzione a quello di tratta di esseri umani e di riduzione in schiavitù con pene severissime (so bene che fine pena mai non esiste più però 30 anni sarebbe una giusta pena)
Dovrebbero essere create delle zone ad hoc per esercitare la prostituzione, zone illuminate e attrezzate per permettere a chi si prostituisce per PROPRIA SCELTA di esercitare in sicurezza senza il rischio continuo di essere rapinate, violentate, picchiate & C.
Dovrebbe essere prevista la possibilità per le prostitute di riunirsi in cooperativa per poter acquistare o affittare case e/o appartamenti SENZA alcun gestore o protettore.
Sono assolutamente contrario a registri o altro, una persona in difficoltà potrebbe anche decidere di prostituirsi per un certo periodo e mi domando per quale motivo questa persona dovrebbe essere schedata a vita per essere stata costretta a prostituirsi.
La prostituzione fuori dai luoghi stabiliti dovrebbe essere vietata per evitare che i papponi possano continuare nella loro opera di schiavitù e violenza e se delle prostitute vengono trovate fuori dalle zone preposte NON devono essere arrestate ma devono essere aiutate in tutti i modi a denunciare i loro sfruttatori creando delle strutture ad hoc per il loro recupero psicologico e fisico.
Tassazione, prevedo una tassazione sulle prestazioni professionali che dovrebbe in larga parte essere utilizzata per il sostentamento dei centri di accoglienza e recupero delle schiave e dovrebbero servire per gestire una campagna di sensibilizzazione e di informazione per ridurre al minimo possibile la tratta degli esseri umani,la riduzione in schiavitù e perchè no anche per disincentivare la prostituzione per propria scelta anche perchè alla fine credo poco alla propria scelta se non in casi rarissimi come quelli magari rappresentati dalle escort di gran lusso.
Concludo riducendo il tutto a poche parole :
Ciò che conta è il rispetto della dignità umana e della persona non la pulizia delle strade
Mi piacerebbe molto ascoltare anche il vostro parere.
Ecco l’origine della parola prostituzione:
La parola “prostituzione” deriva dal verbo latino prostituĕre (pro, “davanti”, e statuere, “porre”), e indica la situazione della persona (in genere schiava) che non “si” prostituisce, ma che come una merce viene “posta (in vendita) davanti” alla bottega del suo padrone. Questa origine richiama quindi la condizione storicamente più abituale della prostituta, la quale non esercita autonomamente la sua professione, ma vi è in qualche modo indotta da soggetti che ne sfruttano il lavoro traendone un proprio guadagno (c.d. “protettori”).
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