Uscivo l’altra sera , come di consueto, dall’ufficio.
Lavoro a Cesano Boscone e alla sera ritorno a casa in zona fiera.
C’è sempre traffico e quindi mi piace guardarmi intorno , vedere le facce della gente alla guida e ve lo assicuro sono uno spettaccolo.
Guido lentamente, siamo in colonna, fermandomi in continuazione a ciascuno dei 1000 e più semafori (possibile che sia impossibile sicronizzarli ?!?!?).
Tra un semaforo e l’altro incroci sguardi con persone stanche con le facce incazzate che ritornano alle loro case e vedendo le smorfie del viso non sembrano poi così felici, boh .
Le strissie pedonali fanno parte del nostro imprinting, ora sono dei disegni bianchi paralleli , intervallati da vuoto di colore nero ma, nell’antichità erano dei massi appoggiati sul paveè per permettere ai passanti di attraversare la strada senza essere travolti dalle bighe, ( li ho visti agli scavi di Pompei quando ero ancora bambino) e di bighe ne dovevano passare parecchie visto i buchi che ci sono nel paveè.
Or bene queste antiche tradizioni , come dicevo prima, sono arrivate ai giorni nostri e visto i colori sono state ribattezzate zebre.
Come tutti dovrebbero sapere , il pedone sulle strissie pedonali ha il diritto di precedenza e quindi chi sopraggiunge deve fermarsi e lasciar passare il pedone.
Ritorniamo quindi all’altra sera.
Eravamo alla coda tra un semaforo e l’altro.
Arrivo all’altezza del Pio Albergo Trivulzio , quello noto per essere il luogo che ha dato il via a “Mani Pulite”, e vedo una signora che sta per attraversare sulle strisce , naturalmente come sono solito fare mi fermo e lascio passare. Mentre la signora è di fornte al cofano della mia auto ecco che qualcuno dietro di me comincia a suonare, all’inizio non dò importanza alla cosa , anche perchè , vista la situazione, non ritengo che la strombazzata sia rivolta a me e invece no, questo tizio strombazzava proprio a me che stavo lasciando attraversare la signora.
Protetta la signora dalla bizze di questo tizio, indeciso sul da farsi (scendere dalla macchina e spaccargli la faccia oppure fargli tanti dispetti , si lo so sono un famoso cantore di “demi demi” ma dalla mia ho la stazza,) lo lascio affiancarmi.
Mi giro sto per …… e mi fermo .
La scena è stata per me devastante, vedo un fantasma o meglio vedo un qualcosa ricoperto da un lenzuolo nero sul sedile del passeggero , dietro vedo un faccino di un bambino spento e spaventato , vedo un altro testino sul sedile posteriore ma, non riesco a capire e poi finalmente scorgo il guidatore, un uomo sui 40 anni , non italiano, faccia scura (incazzata), con le braccia tese sul volante ,sguardo fisso.
A quel punto ho desistito , ho preferito lasciar perdere perchè ad una persona così, che costringe, immagino solamente perchè sotto il lenzuolo non si vedeva ovviamente nulla, la moglie a vivere dentro un lenzuolo non puoi certo spiegare che le persone hanno il diritto di attraversare la strada senza essere stirati.
ciao
wolly
Tags: La Voce di Milano, macForse ti interessano anche questi
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wolly |
mer 23 mar, 2005 |
10:05 am | Data Astrale







